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Linda Loppa intervista:
Filippo Fannini
1. Caro Filippo, da dove viene questo virus della moda? Il DNA e iniziato in famiglia?
Non so se definirlo virus ma sicuramente è incurabile. La mia famiglia senza dubbio mi ha contagiato, nel senso che la creatività di mio nonno e di mio padre sono da sempre dei riferimenti e degli stimoli per me.
Questo però non basta per scegliere e vivere una professione impegnativa come quella del designer, e ho dovuto capire crescendo che era innata in me la passione per l’arte della moda.
2. Filippo, la moda sembra appiattita, stilisti si ripetano, collezioni si somigliano…dove hai trovato l’energia per lanciare la tua collezione?
Più che di un’energia, in questo nuovo progetto devo parlare di sinergia. Una sinergia che ha radici profonde nel tempo, visto che è frutto della collaborazione con Mauro, miglior amico da sempre e ora socio in questa attività.
Abbiamo capito di avere un’idea forte, in cui cosa, come e quando ci sono sembrati ideali per far partire il progetto. Cosa è un nuovo materiale che abbiamo brevettato. Il come sono le esperienze e la rete di contatti su cui possiamo contare e che ci permette di lavorare in team. E anche il quando è appropriato, infatti ora più che mai il mercato ci sembra recettivo nei confronti di qualcosa di nuovo, che si differenzi da quanto perennemente riproposto.
3. Filippo, hai trovato la forza per metterti in gioco, complimenti! Ho un grande rispetto per te! Sono sicuro che il tuo prodotto sia inventivo, sincero, professionale e piena di passione! E la formula vincente! Quali sono le parole chiave della tua collezione?
Per parlare della collezione, più che una parola, è una frase chiave: in natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, frase di Lavoisier che esprime bene la filosofia di riuso che è alla base della creazione del nostro materiale. Altre parole imprescindibili nel nostro lavoro sono ricerca, nel senso di sperimentazione ed innovazione, che si coniuga ad una spiccata artigianalità ed italianità nella realizzazione dei capi.
4. NOONK e un nome che suona esotico. Mi fa sognare a valori religiosi, greci, anziani, un mondo lento e profondo…ho ragione?
Di me di più de la scelta di questo nome.
La scelta del nome è stato un momento molto significativo. Il nostro brand doveva richiamare il concetto di adesso, ora, per esprimerne tutta l’attualità che porta con sé. La parola now, però è stata già molto utilizzata, allora abbiamo pensato alla stessa parola in una lingua che potesse anche riflettere le nostre radici, l’Italia, l’Umbria, e la parola nunc in latino significa proprio ora. Ci sembrava però più efficace scriverlo in modo tale che in inglese si pronunciasse esattamente, da qui NOONK, un nome che fonde in sé le nostre radici e la nostra aspirazione internazionale.
5. Filippo, quale sarebbe il tuo primo clienti ideali? Il tuo primo ordine dovrebbe essere con…. In quale città vuoi vedere i tuo primi capi in vetrina?
Il nostro cliente ideale dovrebbe essere qualcuno che ricerchi un capo fuori da collezioni che si assomigliano, e con una sensibilità tale da comprendere il lavoro che è dietro ed apprezzarne la qualità; qualcuno che voglia un prodotto nuovo sia per materiali che soluzioni stilistiche. Desidererei che il nostro primo ordine fosse con Harvey Nichols, e sarei felice di vedere i miei capi nelle sue vetrine, come anche in quelle di 10 Corso Como a Milano.
Grazie,
Linda










magnifico!!!