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VISUAL MERCHANDISING PROJECT

VISUAL MERCHANDISING
Calvin Klein UNDERWEAR
Gli studenti si misurano con la realtà aziendale
Non si può non comunicare. Con questo assioma le aziende che operano nel mercato globale devono farci i conti, quotidianamente. Ogni azione, ogni gesto, ogni parola emessa diviene territorio d’analisi. E siccome si è nell’epoca della human satisfaction, ciò che viene ripensato è l’intero rapporto tra cliente ed impresa. A partire anche dal punto vendita. Un ambiente oggi volto a valorizzare l’identità d’insegna e il posizionamento dell’offerta commerciale, luogo in grado di stimolare sensi ed emozioni del cliente per coinvolgerlo in un’esperienza olistica, dove l’attività di visual merchandising diviene sinonimo di creatività e innovazione.

Ed è proprio partendo da queste considerazioni che il Master in Fashion Visual Merchandising di Polimoda elabora la propria entelechia, la propria ragion d’essere che non può non prescindere anche da un corrispettivo “saper fare”, il quale sovente si traduce in forme di collaborazione con le più importanti maison internazionali. Ed è in quest’ottica che è nato il binomio con la statunitense Calvin Klein Underwear per l’allestimento del corner point Calvin Klein presso i department store Coin di Roma (Piazzale Appio) e Firenze (Via dei Calzaiuoli) e con il coordinamento e la supervisione di Omar Pallante, docente Polimoda del corso Visual Art Direction e proprietario dell’azienda “Arte Vetrina Project”.

Dei tre progetti di visual merchandising presentati, Calvin Klein Underwear ha prescelto il lavoro artistico di Giuseppe de Crisci e Gabriela Pellegrini Correia che si rifà all’eclatante campagna pubblicitaria della collezione “X-Prism” e dalla cui analisi sono state estrapolate le principali keywords: X, minimal, sofisticato, sexy, glamour. Non solo astratti territori semantici ma anche concreti elementi fisici della vetrina. Pochi segni. Idee minimal, pulite ed emozionali. Una campagna provocatoria. Tanto provocatoria da essere censurata sul web. Obiettivo? Creare una cerniera di forte impatto visivo tra prodotto e acquirente. Un punto dove fermarsi per essere catturati all’istante e dall’istante.


Il lavoro?
Una serie di idee sviluppate in un laboratorio eclettico e creativo quale Polimoda, filtrate attraverso la cifra stilistica della sobrietà per dare massima visibilità al prodotto e ai pochi segni “forti” che connotano l’intervento. Un microambiente, quello della vetrina, disegnato come scorcio tematico e creativo senza prescindere ne dalle realtà esterne (ci troviamo in una delle strade principali di Firenze), ne da quelle interne (alle spalle il “contenitore” Coin).

Gli elementi prescelti del display diventano veri protagonisti. Il manichino, rigorosamente al centro della scena, diviene “essere vivente” idolatrato e fotografato come un’icona glamour. Alle spalle una grande X tridimensionale, rimando alla censura della Rete, che cattura l’attenzione anche del passante più distratto. Sulla vetrina un QR Code e un adesivo che nasconde un occhio magico, quasi orwelliano, simbolo metaforico del controllo pressante sulle forme di comunicazione.

Evidenti e consapevoli i riferimenti al marketing non convenzionale e al mood Calvin Klein Underwear: questa l’impronta stilistica che sta alla base della qualità del lavoro.

In un clima creativo e stimolante i giovani studenti del Master in Fashion Visual Merchandising: Giuseppe De Crisci, Gabriela Pellegrini Correia, Angela Fani, Giulia Pellegrini, Federico Gatti, Mariagiovanna Mulone hanno lavorato con impegno e passione.

Il risultato?
Pazzale Appio, 7, Coin Roma dal 25 Novembre e Via dei Calzaiuoli 56, Coin Firenze, dal 7 Dicembre 2010. Da non perdere e tutto da ammirare anche il flash mob organizzato per il giorno 11 dicembre negli spazi antistanti al punto vendita Coin fiorentino.



www.artevetrinaproject.it
www.deep-bo.com
www.xmarkyourspot.com/xelements
www.nothingtohide.com
www.coin.it

Posted by francesco stralanchi
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