MAESTRO LATTUADA

January 27, 2014

Alberto Lattuada - illustrazione

UN SALUTO PER ALBERTO

Alberto Lattuada ci ha lasciati.
Un grande Maestro e un grande uomo, sia nella sua attività professionale che nella vita.
Ci ha donato una grande eredità di stile e di eleganza anche per come ha affrontato la sua malattia e il suo ultimo viaggio, verso un altrove che per lui sarà pieno di colore e di spunti fantastici.
Era stato docente di Fashion Drawing al Polimoda per ben 14 anni dal 1992 al 2006, lasciando in eredità all’Istituto alcuni interessanti progetti e altrettante tavole grafiche, che per molto tempo hanno tappezzato i corridoi, le aule e gli uffici della scuola.
Non sempre un fervido e geniale artista si rivela anche un bravo insegnante.
Sono mestieri assolutamente diversi.
Anzi sono assai frequenti i casi di celeberrimi maestri, pittori e scultori del passato, che non hanno mai avuto una vera e propria scuola, intesa come seguito, come enclave di discepoli a cui passare il testimone in linea diretta, ma che piuttosto hanno lasciato traccia solo all’interno della “bottega”.
Lattuada dunque, giustamente considerato il più importante illustratore di moda italiana del Novecento per qualità e quantità di produzione, definizione questa da cui egli cercava sempre di prendere le distanze per eccesso di modestia, ha dimostrato con il suo tratto visionario e realistico assieme, raffinato ma graffiante, di aver impresso un segno indelebile nella storia del gusto e della grafica, interpretando le continue oscillazioni del costume contemporaneo con un linguaggio soltanto suo, riconoscibilissimo, ma mai uguale e prevedibile.
Avrebbe potuto quindi rimanere brillantemente fecondo nel proprio campo specifico di interesse, senza correre il rischio di volersi mettere alla prova in quello comunque diverso e insidioso dell’insegnamento.
Invece, dal 1992, ha intrapreso nelle insolite vesti di professore un fortunato e fruttuoso percorso che si è protratto per ben un lungo arco cronologico al Polimoda di Firenze, riuscendo a plasmare nuove generazioni di fashion designer e di giovani insegnanti e dimostrando, senza alcuna premeditazione, quanto sia stato a lui congeniale trasmettere non solo conoscenze tecniche e disegnative, ma anche tutti quei sottili elementi necessari ad una maturazione più ampia e individuale dei suoi allievi.

Così, Alberto, ha regalato testimonianza diretta di stile e innato talento che sono stati elementi di stimolo fondamentali per tutti i suoi studenti, anche al fine di esortarli verso una via espressiva di originalità e di pilotata anarchia creativa, mostrando così di essere insegnante sensibile alle attitudini individuali e di saperle valorizzare, mai sopraffare con la propria talvolta ingombrante personalità.

All’inizio dei corsi, l’eleganza personale di Lattuada era una delle prime qualità apprezzate dai ragazzi che imparavano immediatamente quanto la “bella forma” se specchio interiore sincero, veicoli e trasmigri la sostanza e quanto l’estetica debba permeare anche la vita di tutti i giorni, come una sottintesa esortazione a praticarla piuttosto che adularla o subirla.
Attraverso le sue pochette di Liberty’s non troppo puntigliosamente intonate alla cravatta ed altri sofisticati dettagli del guardaroba personale, Alberto segnalava agli studenti nomi e marchi di una volta, dai più dimenticati, ma ancora vivide espressioni di stile per i raffinati in grado di identificarli, e in quanto tali, volutamente demodè. Che cos’è questa se non semiotica applicata?
Rimane poi impressa, nella memoria di chi ha seguito i suoi seminari, la ricchezza degli argomenti da lui proposti come temi di dibattito culturale e di ispirazione per i progetti di gruppo: dalla pittura dell’Ottocento e Novecento declinata sui nomi di Ingres, Philips, Whistler, Burne-Jones, Sargent, Blanche fino a Van Dongen, Dufy e Dubuffet attraverso Wiener Werkstätte e Bauhaus, legando il tutto alla letteratura internazionale, dove particolarmente citati erano Wilde, D’Annunzio e Proust (letto in classe in lingua originale ça va sans dire), affiancati alla musica lirica internazionale ove Maria Callas imperava quale sublime icona ma con fughe frequenti nei ritmi della musica jazz americana anni trenta e delle avanguardie più radicali.
Era uno spirito moderno e come pochi riusciva a comprendere la contemporaneità, dunque a decifrarla, anticipandone scelte e vision, come se riuscisse a leggere in una sfera di vetro preclusa ai noi poveri mortali.
Una traccia dunque sempre molto personale e moderna d’ insegnamento, irripetibile, perché legata al suo modo di essere.
Mi viene in mente un celebre saggio di Roland Barthes dedicato alla grana della voce, relativo alla semiotica della musica, è vero, ma che ben sottolinea come l’unicità fisica di un personaggio, in questo caso di un docente geniale come Alberto Lattuada, dalla spiccata personalità, dall’incomparabile talento disegnativo e con un eloquio accattivante, comunichi un significato diverso da qualsiasi altro, seppur promuovendo o propagando gli stessi concetti : “la voce umana è il luogo privilegiato (eidetico) della differenza: un luogo che sfugge a ogni scienza. […] Non esiste voce neutra, e se talvolta questo neutro, questo bianco della voce arriva a manifestarsi, ci terrorizza come se scoprissimo con spavento un mondo irrigidito il cui desiderio è morto.” (Barthes, 1977 – pag. 268)

Grazie Alberto.

Aurora Fiorentini

 

You may also like

  • 25 Oct

    TOTEM FOUR

    News

    Il Corpo Liquido / The Liquid Body  

  • 22 Nov

    OCCUPYBRANDSTREET

    News

    OccupyBrandStreet By Matthew Collins Polimoda Master Student 2011 Luxury Management While it seems we’ve seen ...

  • 12 Jul

    12 JULY

    News

    Giovanna Bianco – Red is the colour for…? Veronica Stampacchia – Il rosso sta per…? ...

  • 21 Jun

    DUE MONDI PARALLELI IN UN UNICO EMISFERO

    News

    DUE MONDI PARALLELI IN UN UNICO EMISFERO La stessa citycar vive due mondi diversi quello ...

  1. Ho avuto l’onore e il piacere di essere stata allieva di Alberto al Polimoda e ad oggi rientro in quella schiera di suoi ex studenti-giovani insegnanti a cui egli ha tramandato molto.
    Gli devo tanto della mia formazione e della mia plasmatura professionale.
    Ricordo di lui la sua grande capacità di saper trasmettere gusto e stile in maniera innata, piuttosto che insegnare tecnicamente a usare un pantone o l’acquerello, ma straordinariamente a modo suo alla fine riusciva anche in quello.
    Complimenti ad Aurora Fiorentini per quanto scritto su di lui.
    Ancora grazie, Alberto.

  2. Non l’avevo conosciuto, ma adesso lo conosco un po’ di più.

    Grazie, Aurora.

Post a new comment